lunedì 1 giugno 2015

Scelti dalle tenebre di Anne Rice

Nonostante abbia già profusamente parlato delle Cronache dei Vampiri della signora di New Orleans, non sono riuscita a trattenermi: Scelti dalle tenebre, ossia The vampire Lestat, è il mio preferito della saga (per ora sono dieci libri, ma presto uscirà l'undicesimo).
Il primo libro, Intervista col vampiro, letto a 13 anni, mi era piaciuto da morire e, in seguito, sono venuta a sapere che ce n'era un altro (non c'era internet a quei tempi, o comunque io ancora non ce l'avevo, quindi l'ho saputo solo per caso e molto dopo), per cui non ho avuto esitazione a prenderlo.

Scelti dalle tenebre (mando ancora anatemi a chi ha tradotto in questo modo il titolo, porca miseria) è l'autobiografia del coprotagonista del primo libro, ossia di Lestat de Lioncourt, uno splendido esemplare di vampiro che viene presentato come un mostro spietato da Louis de Point du Lac.

Lestat, dopo aver letto l'Intervista, decide di scrivere il suo libro per correggere tutti gli errori di valutazione (seppur involontari) di Louis.
Scopriamo così un personaggio affascinante, trascinante, pieno di vita, che viene trasformato in vampiro contro la sua volontà e tutto quello che gli è capitato dopo è figlio di questo miscuglio di vitalità prorompente e rifiuto della sua nuova condizione. Ma forse parlare di rifiuto non è esatto: Lestat fin dalla sua prima notte incarna il vampiro perfetto, sensuale, audace, preciso, assassino solo di malviventi. Proprio per questo cerca di vedere quello che fa come un bene per gli esseri umani.
Ecco, rifiuto nel senso che non si rassegna ad essere un mostro relegato ai margini del mondo, ma anzi, si butta a capofitto proprio in quel mondo che non capisce (non riconosce) la sua esistenza.
Quindi diventa prima proprietario di un teatro, dove vampiri si esibiscono confondendosi tra gli umani e poi, dopo il suo risveglio, nel 1985, una star del rock, in un mondo disincantato che non crede più in niente.

Il libro è suddiviso in vari capitoli, che riguardano la sua vita prima di essere trasformato, i suoi primi anni da vampiro, la trasformazione di sua madre per evitarle la morte, l'incontro con Marius e soprattutto Akasha, i piccoli "ritocchi" alla storia dell'Intervista e poi il finale, grandioso, del concerto rock a cui vanno tutti gli immortali più antichi.

Lestat è nato ribelle: questo ci dice il racconto della sua infanzia/adolescenza. E non era solo ribelle: era anche assetato di conoscenza e vita. Era curioso, faceva domande, voleva sapere quanto più possibile. Un ragazzo esuberante di mente e di corpo.
Poi, d'un tratto, arriva il suo primo amore.
Chi conosce la Rice sa che non deve aspettarsi una cosa banale, scontata, già letta.
Ebbene, Lestat si innamora follemente di Nicolas de Lenfent, ossia Nicki, un giovane del villaggio che a sua volta lo ricambia.
Scappano insieme a Parigi ed è l'inizio della fine: Nicki è sempre più triste e cinico, ormai i momenti di felicità tra i due si contano sulle dita di una mano, ma Lestat non molla ancora. Non credo che avrebbe mai mollato se non fosse stato rapito da Magnus, colui che lo trasforma in una creatura della notte.
La storia d'amore con Nicki è il mio più grande rimpianto del libro: io amavo quei due insieme! Come è potuto succedere che si separassero con tutto quell'odio? E perché? Era davvero necessario?
Secondo mrs Rice si. Come lo so? Perché gliel'ho chiesto: lei gestisce personalmente la pagina facebook e risponde a tutti (perlomeno a me ha sempre risposto) e alla mia domanda "Sarà mai possibile resuscitare Nicki con una spiegazione qualsiasi e far sì che lui e Louis combattano per il cuore di Lestat? E la regina mi ha risposto di no, perché la morte di Nicki era assolutamente necessaria e che il suo carattere negativo non era assolutamente un bene per Lestat. Be', che dire, non sono assolutamente d'accordo, ma dovrò farmene una ragione, suppongo...

Ma in effetti Nicki non è stato il primo amore di Lestat. Lui era già innamorato, e anche in seguito ha continuato ad esserlo, di Gabrielle, sua madre, che noi conosciamo all'inizio come una donna fredda, dal carattere controllato, ma anche lei innamorata del suo ultimogenito. E' grazie a lei se Lestat e Nicki possono scappare a Parigi per inseguire i loro sogni.
E lei è anche il primo essere umano che Lestat trasforma in vampiro: Gabrielle è molto malata e sta per morire e Lestat capisce solo che non vuole perderla...senza pensare alle conseguenze la trasforma.

Povero Lestat! Ogni sua decisione, pur dettata sempre dall'amore, risulta essere se non sbagliata, quantomeno sfigata. Gli si rivolta quasi sempre contro.
Salva sua madre da morte sicura e lei, per tutta risposta, lo abbandona per secoli, nonostante l'evidente bisogno di lei che ancora lui ha.
Trasforma Nicki quando lui lo implora di farlo e lui gli si rivolta contro prendendolo a parolacce, prima di essere mutilato e di suicidarsi in una pira.
Finalmente rintraccia Marius, che gli racconta dei primi vampiri mai esistiti, Coloro-che-devono-essere-conservati, glieli fa conoscere e lui combina un casino, involontariamente, costringendo Marius a cacciarlo da casa sua.
Conosce Louis e, in un altro lampo di genio, lo trasforma perché gli ricorda Nicki, e Louis lo ammorba con la sua "malattia della mortalità".
Per legare Louis a sé trasforma Claudia in una vampira. Peccato che lei abbia solo cinque anni e altri non la vedano di buon occhio. Infatti la uccidono.
Insomma...un vero furbo, il nostro amato Lestat.

Eppure io lo amo. Non posso farci niente, mi piace un sacco, è un personaggio completo e sempre coerente con il suo carattere. Il suo brio, la sua "innocenza" (so che è difficile da credere, ma vi giuro che per certi versi è davvero innocente), la sua continua curiosità. E soprattutto il suo infinito amore. Insomma, mi sembra lecito pensare che dopo quasi trecento anni uno sia un po' stufo, almeno ogni tanto, che ne so, delle persone, della vita in generale. Invece no, lui è un entusiasta. Tutto lo affascina e vuole provare tutto.
Ogni tanto mi piacerebbe dirgli di prendersela con più calma, che ha tutta l'eternità, ma poi in effetti perché dovrebbe? Può essere e fare quello che vuole, quando vuole e per quanto vuole. Forse è questo che gli invidio più di qualsiasi altra cosa. La libertà più pura.

Nonostante il mio sfrenato (?) amore per Nicki, devo ammettere che anche Louis mi ha catturata. Forse perché è il protagonista della prima cronaca o forse perché Lestat lo ama tanto, ma è un personaggio che mi provoca sempre un sorriso di dolcezza.
C'è una scena stupenda in questo libro, verso la fine, poco prima del concerto rock. Lestat è nella sua casa ed è quasi l'alba ma lui non vuole andare a riposare, quando si accorge che qualcuno è nel suo giardino, eludendo tutte le misure di sicurezza. Dopo una prima reazione di allarme, si rilassa perché sa chi è la figura alta e magra che gli viene incontro. Non potrebbe mai dimenticarlo.
Louis è riuscito a trovarlo e, a rischio della vita, si è intrufolato in casa sua.
Si guardano, non riescono a parlare perché entrambi sono emozionati, e si abbracciano. Non troppo a lungo, ma in quell'abbraccio c'è tutto. Ci sono i decenni di separazione, le incomprensioni, i rimproveri, i litigi, i sentimenti di vendetta. E c'è amore, ovviamente.
Nessuno può fare a meno di amare Lestat, perché lui stesso è tanto pieno di amore che sembra gliene avanzi sempre un po'.
Mi commuovo sempre in quelle ultime pagine.

E, fortunatamente, non ho smesso di commuovermi con gli anni: nell'ultimo libro delle cronache finora uscite, le ultime pagine sono dedicate proprio a Louis, che pensa con amore a Lestat e mi fa commuovere esattamente come allora.

Unica nota stonata del libro è Marius. Lo ammetto, non mi è mai stato simpatico, con quella sua aria da so-tutto-io che ha sempre e quel noioso paternalismo che ostenta in continuazione nei confronti di tutti. Specie in questo libro: si, va bene, abbiamo capito, tu hai protetto per secoli i progenitori, ti sei sacrificato per tutta la vita, sei un figo e blablabla...e allora? Chi te l'ha chiesto. Infatti poi quando lo capisce, finalmente, ha un crollo nervoso (ahahah).

Leggete questo libro, appassionati lettori, perché è emozionante e secondo me può prendervi anche se non amate le storie di questo genere.
Se siete perplessi dal numero di libri della saga, non preoccupatevi, potete tranquillamente leggere solo i primi tre, che costituiscono una trilogia a parte, fatta e finita.
Provateci e ovviamente ditemi cosa ne pensate!

Anarchic Rain

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