domenica 31 maggio 2015

Io sono leggenda di Richard Matheson

Dopo un po' eccomi di nuovo tornata al mio amore di sempre: l'horror.
Ebbene si: sono (anche se forse lo ero più da adolescente) una horror-dipendente, ogni tot libri devo assolutamente leggerne uno di genere, altrimenti sto fisicamente male ahahah! Per non parlare di quando mi prende la fissazione e allora leggo SOLO quello per mesi...vabbè, in realtà cerco di variare molto le mie letture, anche se non abbastanza (per motivi di tempo, ovviamente).

Invece ieri ho letto questo romanzo breve (o racconto lungo, vedete voi), di un grande della letteratura horror di tutti i tempi, romanzo di cui ho visto il film quando uscì tanti anni fa. Mea culpa, non avevo idea che fosse un libro, quindi sono andata a vederlo inconsapevolmente. Poi, una volta al cinema, ho scoperto l'inghippo. Non ho avuto il coraggio di leggere il libro fino a ieri.

Non che il film non mi sia proprio piaciuto, anzi, all'epoca mi spaventò talmente che dormii per parecchi giorni con la luce accesa (oh, che volete, ero a casa da sola e mi ero fatta suggestionare non poco!). Però non è uno di quei film per i quali si grida al capolavoro. Per carità, Will Smith è stato bravissimo, le scenografie molto suggestive e mi pare anche la colonna sonora, però non mi ha lasciato molto.
E so anche perché: tutta colpa del finale. Un finale insipido, buonista e fin troppo americano.
Quindi avevo paura di approcciare il libro perché non volevo essere delusa.

Ingenua che sono.

Ray Bradbury ha detto di lui: Richard Matheson merita il nostro tempo, la nostra attenzione, e un grande affetto".
Non poteva dire di meglio. E, naturalmente, aveva perfettamente ragione.

Il libro è bellissimo, togliamoci subito 'sto dente. Bellissimo.
Robert Neville è (forse) l'ultimo uomo sulla terra e deve vedersela ogni giorno (e ogni notte) con due tipi di mostri: quelli che lo braccano al calar del sole e che vogliono bere il suo sangue, ossia gli esseri non più umani, morti di una strana epidemia, risorti come vampiri; e quelli che invece abitano la sua mente, sua moglie e sua figlia, coloro che lui ha ucciso per vivere, e il più temibile di tutti, ossia lui stesso, la sua coscienza, l'unica con cui può ancora silenziosamente conversare.
Un libro parecchio claustrofobico. Non come La strada di McCarthy, che pure lo è molto, ma in un modo diverso. Neville sa che al calar del sole arriveranno i vampiri, sa che ormai lui è diventato una specie di sfida per loro, che non si daranno pace finché non riusciranno ad ucciderlo.
E lui, dapprima disperato e rifugiatosi nel whisky, diventa sempre più metodico, comincia a studiarli, a raccogliere prove, evidenze scientifiche per cercare una cura, per riportare la situazione alla normalità. Più o meno. Ma è solo, davvero solo, e non è sempre facile continuare a credere.

Poi, all'improvviso, una fievole speranza.
Una donna. Viva, forse. Impaurita, di certo. Dopo una prima diffidenza, Robert cede al suo desiderio di vivere, alla stanchezza ormai della solitudine, che per tre anni l'ha tenuto incatenato, al semplice richiamo dell'altro sesso.
Ma questa speranza viene subito spenta. E poco dopo muore, lui, l'ultimo uomo (vivo) sulla terra, diventato ormai una leggenda, come prima lo erano i vampiri per quelli come lui.

Il libro pone delle domande davvero importanti, e tragiche, soprattutto: chi siamo veramente? Che diritto abbiamo di vivere al posto di altre specie? Cos'è la normalità? Chi ha il diritto di decidere?
La risposta sembra una: la maggioranza.
La maggioranza è semplicemente la forza superiore, che decide tutto: chi vive, chi muore, chi è nel giusto e chi no, chi è normale e chi no.
Quindi Einstein aveva davvero ragione: tutto è relativo. Tutto è relativo.
Ma allora, tutto quello che l'uomo costruisce, tutto ciò per cui lotta, tutto quello che accumula, un giorno, per una ragione qualsiasi, potrebbe non avere più valore? Esatto.
Matheson ci sbatte in faccia il nostro orgoglio e ci dice di stare assolutamente all'erta, perché tutto cambia, prima o poi, per una ragione o un'altra, per quanto impossibile o fantascientifico possa sembrare. E la nuova maggioranza potrebbe decidere che non siamo più in diritto di vivere liberamente.
Certo, non che sapendolo possiamo farci niente, quando e se il momento arriverà, ma potrebbe insegnarci qualcosa su come vivere la nostra vita adesso.

Se non l'avete mai letto, fatelo, perché è un libro che apre la strada a molti interrogativi e non vi farà male pensarci, ogni tanto, mentre nuotate, mentre oziate, mentre vivete.

Anarchic Rain

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