giovedì 27 novembre 2014

Cime tempestose di Emily Brontë

Volevo tanto parlare di questo libro. Un libro che mi ha abbastanza sconvolta, nonostante la sua reale bellezza. Anzi, direi un libro che è stato scritto apposta per sconvolgere.
Oggi mi si è presentato lo spunto buono per iniziare.
Su un forum inglese (o americano, non saprei) in cui si chiacchiera di libri, un utente ha chiesto quale libro ti è piaciuto di più tra Orgoglio e pregiudizio e Cime tempestose. Ha usato il termine "enjoy". Secondo me, la domanda posta in quel modo e con quel termine, dà adito a possibili fraintendimenti. Mi spiego. Se l'utente avesse usato "like" il senso sarebbe stato molto più definito, ma "enjoy" è come dire "quale dei due hai provato più gusto a leggere". Ok, magari mi sto facendo io un sacco di seghe mentali sulla lingua, magari quel poveraccio manco c'ha pensato e ha usato il primo termine che gli è venuto in mente, ma il termine stesso è proprio curioso. Insomma, mi ha fatto riflettere.
Da un punto di vista stilistico e narrativo, Orgoglio e pregiudizio, pur con tutte le sue sottili ironie, è un libro "facile" da leggere, molto godibile e scorrevole. La storia può piacere o meno, ma lo stile è comunque piacevole. Un libro che si fa leggere, insomma.
D'altra parte, Cime tempestose è un libro incredibilmente difficile. E' accidentato, sembra un terreno incolto pieno di sassi su cui è difficile anche solo rimanere in piedi, figuriamoci camminare. Ma è un terreno che ha davanti a sé uno dei panorami più belli che si siano mai visti e che da solo vale tutta la pena.
Tutto questo per dire che per me i due libri sono "imparagonabili" e che ognuno è una meraviglia a sé stante...ma le emozioni forti che mi ha dato WH (Wuthering heights) difficilmente le potrei ritrovare in P&P.
Purtroppo non l'ho ancora letto in lingua originale e so che questa è una pecca assoluta, ma rimedierò presto. Ho letto stralci qui e lì e devo dire che la potenza delle parole mi ha praticamente atterrata. Le lunghe descrizioni della brughiera, delle due case (stupende, a mio parere, anche se inquietanti), dei personaggi e soprattutto degli stati d'animo che li scuotono sono indimenticabili. Ho sentito molte persone lamentarsi di quanto sia lento il libro, che i personaggi sono brutti e cattivi (si, detta proprio così) e altre cose del genere. Mah. Non ho altro commento.
Mah.
Vogliamo parlare dei personaggi? E sia, parliamo dei personaggi. Brutti? Crudeli? Ignoranti? A una lettura superficiale può anche darsi. Ma, cari miei, vi fa difetto l'immaginazione e l'immedesimazione. Diffidate della lettura superficiale, è solo una trappola per babbei.
Voi dimenticate in che secolo siamo (anno domini 1801), in che sperduta località ci troviamo (North Yorkshire) e il livello di istruzione medio delle persone in quel periodo (basso, rispetto a qualsiasi standard).
I protagonisti, mi riferisco ovviamente a Heathcliff e Catherine, sono soprattutto appassionati. Hanno il fuoco dentro, un fuoco che li consuma: lui più lentamente, lei quasi in un attimo. Il loro non è certo il classico amore romantico, direi più un amore decadente, di quelli che portano a rovina certa. E infatti così è, visto che lei impazzisce e lui muore di crepacuore (più o meno).
Ma prima di morire Heathcliff ci regala uno dei monologhi brevi più toccanti di sempre: "May she wake in torment!! [...] Catherine Earnshaw, may you not rest as long as I am living; you said I killed you -haunt me then! [...] I cannot live without my life! I cannot live without my soul!"
Io non so voi come fate a rimanere inerti di fronte a tali parole, ma proprio non ci riesco. mi vengono i brividi e, in disposizioni d'animo favorevoli, anche le lacrime (che sono sempre qui in tasca, a portata di mano). Quale passione, quale dolore, quale follia si cela dietro queste parole! Parole pronunciate su una tomba appena profanata, rivolte alla persona che più si è amata per tutta la vita! "May you not rest" dice Heathcliff, lui maledice il suo amore, perchè ha osato morire lasciandolo solo a trascinarsi in una vita che senza di lei non ha senso. "I cannot live without my life!" sembrano parole scontate, ma immaginate un uomo fatto e finito come Heathcliff, un gran calcolatore, un uomo molto intelligente, che grida al cielo in preda all'agonia per l'amore perduto, con gli occhi sgranati e la mente in subbuglio. Non vi sono ancora venuti i brividi? No? Mah.
E che dire della notte di tempesta passata da mr Lockwood nella stanza di Wuthering heights dove il nome di Catherine (e non solo) è inciso mille volte sui muri? Quando, sconvolto, vede il fantasma di una bambina e quasi impazzisce di paura?
La follia è la chiave di questo complesso romanzo. Sono tutti folli, tutti assurdamente folli, ma nonostante tutto in quel mondo sembra sia andato allo sfacelo c'è ancora speranza. E la speranza nasce proprio dai lombi di quella "famiglia maledetta": due cugini, Hareton (figlio del fratello di Catherine) e Cathy (figlia di Catherine stessa) si incontrano e alla fine, dopo qualche deviazione, si amano. In qualche modo riescono a mettere fine ai lunghi anni di infelicità a cui le mura delle due case di Thrushcross Grange e Wuthering heights hanno assistito.
Il cerchio si chiude, come sempre è, perchè WH sarà pure un libro accidentato, ma offre comunque, alla fine, la calda tranquillità di un orizzonte sereno dopo una spaventosa tempesta (che sia di cuori o atmosferica è irrilevante).

Anarchic Rain

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