giovedì 6 novembre 2014

La maledizione degli Usher di Robert McCammon

Rigorosamente da non confondersi, come molti sarebbero propensi a fare, con il ben più famoso La caduta della casa degli Usher, di Edgar Allan Poe (pronunciarlo con ossequiosa reverenza, please).
Partiamo dal secondo.
Un capolavoro.
Potrei anche fermarmi a questa semplice dichiarazione, che esprime abbastanza sinteticamente ma esaustivamente quello che penso del racconto (nonché dell'opera omnia del suo autore). Ma qualche parola in più voglio spenderla.
Il racconto di Poe è breve (anzi, forse leggermente più lungo del suo standard, ma comunque breve) ma l'angoscia che vi si respira, non appena si legge la prima parola, è difficile da scordare e da scrollarsi di dosso. E' come un brodo melmoso e densissimo che ti cola addosso lentamente e di cui ti accorgi solo all'ultima parola, quando ormai non puoi più respirare. E sei perduto.
Nessuno poteva scrivere quella storia come ha fatto Poe.
Partiamo da questo.
E passiamo al libro modestamente lungo (416 pagine nell'edizione americana) di McCammon.
Non è male. E questo non gli si può togliere. Ma è solo questo.
Un libro scritto abbastanza bene, in una prosa abbastanza scorrevole, solo in alcuni punti un po' ripetitiva, con una trama abbastanza decente.
Abbastanza.
Che avverbio tremendo.
Il perché questo libro non mi ha convinta è semplice: sotto tutti gli strati di "goticità" è pretenzioso come pochi. Certo, direte voi, non c'è niente di male ad essere pretenziosi, ogni scrittore deve esserlo o almeno deve convincersi di esserlo, se vuole avere qualche speranza.
Ma qui rasentiamo proprio il peccato capitale della superbia.
Ok, ti è piaciuto il racconto di Poe. Ok, ti sembra che la storia non sia compiuta (prime avvisaglie di superbia). Ok, te ne sei innamorato e vuoi farla tua (peggio mi sento). Ma ok un cazzo.
Hai preso una storia, l'hai snaturata e modificata per i tuoi scopi (loschi, ne sono sicura), possiamo dire che l'hai violentata e ne hai spremuto l'"inspremibile". Non ti sembra di avere esagerato, caro Robert?
A mio parere, delle tue quattrocentosedici pagine se ne salvano un centinaio scarse. Il resto è un trucco. Abbellimenti da bordello di bassa lega.
Mi aspettavo di meglio, con una base di partenza così raffinata.
Pazienza. Incasserò.

Anarchic Rain

Nessun commento:

Posta un commento