lunedì 3 novembre 2014

Il terrore della pagina bianca.

Ok, diciamocelo. A tutti è capitato almeno una volta nella vita di avere il terrore della pagina bianca. E' una vera e propria fobia, c'è chi scappa urlando e chi è paralizzato come se fosse di ghiaccio.
Ecco, a me sta succedendo proprio adesso, ma visto che ho cominciato a raccontarvi questa cosa, la pagina non è più bianca e mi posso rilassare.

Di solito si comincia qualcosa parlando di sè, quello che siamo, cosa facciamo, a cosa aspiriamo.
Io inizio dicendo (mettendo bene in chiaro) quello che non sono: non sono un critico letterario, non aspiro ad esserlo e decisamente non ho letto tutti i libri che vorrei aver letto. Non penso assolutamente che la mia opinione sia dogma, ma mi piacciono le mie opinioni e mi piace parlarne.
Quindi, ecco quello che sono: una chiacchierona che ama sproloquiare dei libri che ha letto, discuterne con persone intelligenti e permettersi il lusso di mandare a cagare quelle che non lo sono.
Leggo da quando sono piccola, ho imparato molto presto per motivi familiari (e, si, io scrivo familiari, non famigliari, diocenescampieliberi). Ovviamente a cinque anni le mie letture si limitavano alle favole dei fratelli Grimm, di Perrault e di Andersen, con qualche capatina in zona orientale e nordica. Andando avanti, a parte Topolino, Paperino e Zagor (subito seguiti in ordine temporale da Dylan Dog e manga), ho iniziato i libri per ragazzine, tipo la serie di Piccole donne (che io ricordi, il primo romanzo che ho letto dall'inizio alla fine da sola), Babette, Incompreso, I viaggi di Gulliver, Alice nel paese delle meraviglie e compagnia.
Sempre in ordine temporale, quando ero alle medie, precisamente a Natale del 1994, ricevetti in regalo due libri di King, La metà oscura e Christine-la macchina infernale. Volevo conoscere questo autore perchè avevo sentito (chissà poi dove, non lo ricordo più) che scriveva libri horror e, dato che era un genere che mi piaceva sin da piccola per via dei film e delle serie tv che guardavo, quasi sempre con mio cugino, avevo chiesto a mia zia di regalarmene uno.
Da lì, amore a prima lettura, non ho più smesso. Nè con lo zio (King) nè con gli altri autori e generi.
I libri che mi appassionano di più sono quelli lunghi, molto lunghi. Se sono anche un po' polpettoni ancora meglio! Sto pensando ovviamente ai miei amati autori russi, ossia Tolstoj e Dostoevski, a Hugo e altri. Non so per quale motivo mi piacciano i libri oceanici, forse perchè quando conosco un personaggio e mi appassiono alla sua storia mi dispiace abbandonarlo dopo solo 300 pagine.
Sia chiaro, mica tutti i libri lunghi sono belli, così come ci sono certe perle da 100 pagine (e anche meno, a volte) che nessun mattone può superare.
Insomma ci sono tante variabili che considero quando leggo un libro e alcune saranno oggetto di discussione.
Anche se, come ho detto, sono affezionata alle mie idee, ne discuto volentieri, perciò mi farebbe piacere ascoltare anche le vostre opinioni.
Per il momento penso che possa bastare.

Do il mio personale benvenuto a tutti quelli che mi seguiranno e il mio addio a chi non vorrà farlo.

Anarchic Rain

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