giovedì 13 aprile 2017

Le Rose di Versailles di Riyoko Ikeda

Per la prima volta, su questo blog, parliamo di manga in maniera esclusiva.
E non posso non dare la precedenza al mio preferito.
Vi avverto che sarà una lunghissima chiacchierata, quindi preparatevi psicologicamente!

In genere, quando a un lettore viene rivolta la fatidica (tragica) domanda "Qual è il tuo libro preferito?", tutto quello che tale lettore vorrebbe fare sarebbe scappare e andare a nascondersi in un posto buio, magari sbattendo la testa contro il muro (non è detto che la testa sia la sua e non di chi gli ha fatto la domanda).
Per me, è lo stesso, ma rispondere alla domanda "Qual è il tuo manga preferito?" non è mai stato un problema.
Fin dalla prima volta che ho messo gli occhi su Oscar, ho saputo chi fosse il più bel personaggio in 2D di sempre, parlando anche per quelli non ancora inventati.

Perché questa lunga premessa? Perché ho una specie di timore reverenziale a parlare di lei, della sua storia e di quanto ha sempre significato per me, perché non so se ne sarò in grado.
Cosa possono dire semplici parole per descrivere una cosa tanto grande?

Pensate che stia esagerando?
Forse, perché no?
Ma se lo pensate, mi dispiace un po' per voi, perché allora non conoscete quella sensazione profonda e intensa che io provo sempre quando leggo di Oscar Francois de Jarjayes.

Essendo nata agli inizi degli anni 80, la prima volta che ho visto Oscar è stata grazie al cartone animato. L'ho visto, rivisto e rivisto, ogni volta che lo replicavano, sempre con la stessa emozione.
Poi, nel 2001, finalmente, dopo aver trovato la mia fumetteria di fiducia, una volta trasferitami per l'università, la notizia: il manga (quasi introvabile nelle edizioni precedenti) sarebbe stato ristampato, rivisto e corretto, per fortuna, e serializzato.
L'ho comprato, e poi ho comprato tutte le edizioni successive, compresa quella che sta uscendo adesso (con i nuovi gaiden), e quando sono stata in Giappone ho comprato anche l'edizione deluxe in lingua originale (che per fortuna so leggere) in tre magnifici volumi.

Ci sono molte differenze tra manga e anime, cercherò di prenderle tutte in considerazione (almeno quelle fondamentali).

E adesso, bando alle ciance. Devo iniziare.
La storia la conosciamo tutti. Oscar è una donna cresciuta da uomo da un padre che aveva già sei figlie femmine e nessun erede, e per le sue dimostrate straordinarie capacità è messa subito al servizio della futura regina di Francia, Maria Antonietta d'Austria. Le sue avventure sono incentrate su quello che accade alla Corte di Versailles, con i suoi intrighi, le gelosie e gli amori che sbocciano in tutto quel lusso. E anche per lei sembra arrivare l'amore, anche se a senso unico, grazie al conte Fersen, a sua volta innamorato di, e ricambiato da, Maria Antonietta. Oscar però è l'oggetto dell'amore di André, il suo scudiero e amico d'infanzia, che soffre per lei ma non smette mai di amarla. Finché, alla vigilia della Rivoluzione, finalmente Oscar si accorge di lui e iniziano una relazione.
Purtroppo non hanno molto tempo per stare insieme, a causa degli stravolgimenti che impazzano a Parigi e a causa dei quali Oscar rompe definitivamente la sua amicizia con Maria Antonietta (durata ormai più di venti anni). Lottando al fianco del popolo durante la Rivoluzione, sia Oscar che André muoiono, almeno con la consapevolezza di aver vissuto brevemente il loro amore.

La prima cosa che salta all'occhio del manga è lo straordinario lavoro di ricostruzione storica che la Ikeda ha compiuto, non solo nella narrazione dei fatti, ma proprio come immagini: la reggia di Versailles, l'abbigliamento dell'epoca, usi e costumi di società.
La scintilla che ha dato fuoco alla sua immaginazione è stato il libro di Zweig su Maria Antonietta e posso ben capirla, lui è un maestro quando si tratta di biografie.
Alla fine rimane il dubbio sulla Regina più sfortunata del mondo: se l'è cercata e meritata oppure si poteva evitare? Troppe variabili sono in gioco e non credo che qualcuno possa rispondere con certezza.

Però la Ikeda ha aggiunto un elemento fondamentale alla vita della Regina: le ha messo al fianco Oscar.
Oscar è l'esatto opposto della giovane principessa e futura regina: è seria, leale, forte e coraggiosa. Ma ammira la giovane che ha la sua stessa età, proprio per quella spensieratezza che a lei manca.
Senza temere di sbagliare troppo, mi piace pensare che il primo vero amore di Oscar sia stata proprio la principessa austriaca.
La storia si apre con la nascita dei tre grandi protagonisti: Fersen, Oscar e Maria Antonietta.

Devo dire che in generale preferisco di gran lunga il manga, rispetto alla serie animata, ma ci sono dei particolari discordanti che invece adoro di più nella serie: per esempio, all'inizio il generale Jarjayes dice ad Oscar di prepararsi all'arrivo della principessa dall'Austria perché sarebbe stata la sua guardia personale (come capitano delle guardie di Sua maestà). Nel manga Oscar risponde subito "Sì, padre" senza discussione, con un bellissimo sorriso di orgoglio sul viso. Invece nell'anime, per la prima volta da quando è nata, per un attimo ha un'esitazione, comprende che è in quel momento che la sua vita prenderà una via definita, senza possibilità di ritorno, ed è combattuta: essere un uomo o una donna? Cosa vuole veramente? Ovviamente alla fine sceglierà la stessa cosa, ma mi piace come è stata resa più umana e profonda.
In un secondo tempo, quando Oscar si trova a dover presentarsi a un duello, nel manga ciò non avviene mai, perché la regina, preoccupata per Oscar, la condanna a un mese di arresti domiciliari, mentre nell'anime il duello avviene e Oscar vince, ma la regina arriva proprio in quel momento e le comunica la stessa pena.
Nel manga c'è una scena che è stata omessa dall'anime, probabilmente perché ritenuta inadatta a un pubblico giovane: a un certo punto André decide di avvelenare Oscar per poterla avere almeno nella morte. Questo dopo aver saputo che il generale vorrebbe darla in sposa a Girodelle (o chi per lui) per salvarle la vita (visto che a Parigi tira una brutta aria e conoscendo il carattere di Oscar sa che andrebbe di filato nell'occhio del ciclone). L'ho sempre trovata una scena ad alto pathos, specialmente quando rendendosi conto di quello che vorrebbe dire il suo gesto André si getta su Oscar per impedirle di bere il vino avvelenato.
Invece, quello che ho sempre trovato disgustoso e fuorviante, è come l'anime abbia cambiato l'appellativo di Oscar da "monsier" a "madamigella". Le uniche nel manga che la chiamano col prefisso femminile sono la nonna e Rosalie.
Rosalie è scema come al solito, è bello vedere che alcune cose sono invariate -.-.

In generale il manga è più leggero dell'anime, ci sono alcune vignette chiaramente caricaturali e battute divertenti, l'atmosfera della serie animata è più austera, forse.
A molti questi cambi di registro non piacciono, io invece trovo che siano "rinfrescanti", considerato che la storia non è delle più allegre.

Il personaggio di Oscar spicca tra gli altri in molti modi diversi. Per carattere, bellezza e integrità. Non viene mai meno al suo dovere, cerca sempre la soluzione più onorevole per ogni problema. E' piena di ammirazione per la regina, così allegra e spensierata, e quando inizia la sua relazione clandestina con Fersen, Oscar non la giudica, ma la vede per quello che è: una donna che troppo presto è stata obbligata a doveri più grandi di lei, di cui non solo non sapeva niente, ma nemmeno voleva saperne. Maria Antonietta non era fatta per essere Regina. Oscar cerca di proteggerla in ogni modo, finché si rende conto che ormai la Regina ha cambiato rotta e non si rende più conto dei suoi madornali errori.
La forza d'animo di Oscar e la sua onestà sono esemplari, anche quando deve dire addio a Maria Antonietta, mettendo fine a un rapporto durato più di venti anni. Ma lo fa con rispetto e con dolore, conscia del significato che ha la sua scelta.
Certamente c'entra anche il suo rapporto con André, che nel frattempo si è fatto profondo e immenso: nell'anime gli dedicano solo una scena, quella sulla riva del fiume. In realtà, nel manga quella scena (fortunatamente) non esiste, mentre invece i nostri riescono a vivere anche se poco la loro storia: Oscar finalmente si rende conto di amare André, glielo dice e i due si scambiano un bacio dolce e appassionato. Col passare dei giorni, vediamo Oscar sempre più attaccata a lui, a cui si affida per prendere qualsiasi decisione importante. Finalmente, quando arriviamo alle porte della rivoluzione, Oscar lo chiama in camera sua e gli dice di voler diventare sua moglie quella notte. Fanno l'amore (nel letto) e si giurano ancora amore eterno.
Poi succede quello che sappiamo, ma almeno abbiamo avuto la soddisfazione di vederli felici e appagati più a lungo che non una notte misera.

Le altre "rose" di Versailles, oltre a Oscar e Maria Antonietta, sono ovviamente tutti i personaggi femminili di cui il manga abbonda, ossia la contessa DuBarry, la contessa di Polignac, Rosalie (santo cielo), Jeanne (questa sì che è stata una figura interessante), tutte con un carattere ben definito e ambizioni concrete. Donne con D maiuscola, insomma. Donne che in un mondo di uomini sono riuscite a sopravvivere (anche bene) almeno per qualche tempo.

Una delle tematiche ricorrenti del manga più che dell'anime è l'omosessualità. Non ci sono coppie gay, ma continui rimandi a sessualità "confuse". Jeanne per esempio, durante il processo, accusa la Regina di intrattenere rapporti "indecenti" con le donne di cui si circonda, tra cui Oscar, che addirittura è una donna vestita da uomo.
Rosalie, poi, povera scema, si innamora di Oscar al punto da sognare di sposarla (come fa anche la sua sorellastra Charlotte), al punto da piangere quando Oscar le dice che deve trovarsi un uomo ed essere felice lontano da lei.

Cosa mi ha colpita da bambina? Lasciando da parte la mia iniziale perplessità sul sesso di Oscar (quando nella prima o seconda puntata dell'anime Maria Antonietta chiede a Madame Noailles chi è quel giovane bellissimo e lei risponde che è una donna, mi confusi da matti, perché anch'io pensavo fosse un uomo), ho adorato la sua forza e il suo altissimo senso di giustizia.
Sono stata colpita dal modo in cui ha affrontato il suo primo amore, Fersen, augurandogli solo ogni felicità, una volta resasi conto dell'amore tra lui e la Regina.
Cosa mi colpisce ancora dopo tanti anni? Come può la mia ammirazione essere tanto sconfinata? In fondo, è solo un personaggio inventato. Vero, innegabile. Però Oscar è qualcosa di più, è un simbolo. Lei è la persona che io avrei tanto voluto diventare (e non so se ci sono riuscita), così onesta, così capace, così testarda. Una persona che sa quello che vuole, ma che vuole ottenerlo solo con giustizia. Una persona che si impegna per sé e per gli altri e che tenta di costruire un mondo migliore.
Eroica, ecco un aggettivo calzante in tutto e per tutto. Peccato che la Ikeda l'abbia utilizzato come titolo del suo lavoro successivo, sulla storia di Napoleone, altrimenti sarebbe stato perfetto per descrivere Oscar.

Se non avete mai visto l'anime, cosa che reputo incredibile, fatelo. Se non avete mai letto il manga, lo trovate agevolmente anche su internet, quindi fate anche questo.
Non ho molto altro da aggiungere, se non un grazie infinito alla sensei Ikeda per averci regalato uno splendido personaggio, moderno e completo, che va ben al di là del 2D.

Anarchic Rain

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