lunedì 7 marzo 2016

I tre moschettieri di Alexandre Dumas

Mi accorgo, man mano, che molti libri considerati per ragazzi li sto leggendo solo adesso. Forse perché da piccola ero attirata verso i libri "da grandi" e quindi questo, anche se è un mattone non indifferente, lo scartavo a priori.
Beh, forse è stato meglio così, perché adesso che l'ho letto mi sono concessa un paio di settimane di puro divertimento.
E' tutto vero, mi sono divertita come quando ero bambina e leggevo le avventure di Paperino.

D'Artagnan è un ragazzo o forse sarebbe meglio dire un bambinone, uno sempre pronto a sguainare la spada, ad attaccar briga e a spendere soldi (che quasi sempre non ha) con gli amici. Eppure è una persona forte e coraggiosa, che si fa in quattro per ciò che ritiene giusto, che non lascerebbe mai un amico in difficoltà, di qualsiasi natura essa sia.

Chi non conosce la storia dei quattro moschettieri il cui motto Uno per tutti, tutti per uno è da secoli entrato nel nostro modo di parlare. Il cadetto della guascogna che arriva a Parigi per diventare moschettiere e alla fine, dopo mille divertenti e tragiche peripezie, ci riesce, con buona pace dei suoi nemici e la gioia più grande dei suoi amici.

Le sue avventure non si limitano certo a duelli e intrighi, ma spaziano alle camere da letto.
I suoi grandi amori sono Constance e Milady, l'una splendente come un sole estivo, l'altra gelida come la luna d'inverno. Non riuscendo a salvare l'una, si impegna a vendicarsi dell'altra, che con i suoi intrighi e delitti stava rovinando (e aveva già rovinato) molte vite, tra cui quella di uno dei suoi migliori amici.

Il mio personaggio preferito è Athos. Ho sempre amato i personaggi misteriosi e all'apparenza quieti, quelli di cui si sa che c'è un mondo da scoprire ma non si sa mai se è un mondo che può piacere o no. Invece Athos è uno dei personaggi più positivi del romanzo, insieme a Constance. La sua perseveranza e i suoi silenzi, la sua cieca fiducia in D'Artagnan sono davvero affascinanti, ma mai stucchevoli.
Porthos e Aramis al contrario sono dei personaggi, stupendi ovviamente, ma di tutt'altra pasta. Porthos è il classico fanfarone ma simpatico, Aramis ha una facciata da pretino che non inganna nessuno, comunque non i suoi amici, che sanno benissimo che c'è una donna nascosta nel suo letto. Solo D'Artagnan all'inizio sa chi è questa donna.

Leggere questo libro è stato di una piacevolezza difficile da replicare, sono millemila pagine ma vanno via come un bicchiere d'acqua.

Solo una nota dolente: non ho digerito (non credo lo farò mai) la fine di Constance. Non ne ho proprio visto la necessità ai fini della storia.

A parte questo, leggetelo, leggetelo ora e leggetelo spesso. Vi farete un sacco di gaie risate e difficilmente passerete ore più piacevoli con un mattone del genere in mano.

Anarchic Rain

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