domenica 4 settembre 2016

Libri e settima arte. Parte II: Dracula

Eccoci qui. Giusto questa settimana ho visto i dieci episodi dell'unica stagione di una serie TV che inspiegabilmente è stata intitolata Dracula.

Suppongo tutti conosciamo Dracula, quantomeno per sentito dire. Il vampiro dei vampiri, il terrore dei Carpazi, il galante, seducente e terrificante Conte, nato dalla geniale penna di Bram Stoker (non dalla geniale cinepresa di Francis Ford Coppola, come alcuni pensano). Insomma, lui.

Dimenticatevelo.
Avrebbero potuto dare alla serie qualsiasi altro titolo, che ne so, tipo Il vampiro perennemente in calore oppure Facciamo a chi è più stupido oppure Giro girotondo.
Ma giustamente perché non usare un nome famoso, per attirare pubblico?
Così è andata.

L'unica cosa gotica della serie è rappresentata dai costumi: tutti neri, quasi nessuno escluso, tranne l'abito di fidanzamento di Mina che è bianco (e già qui...). Le musiche ci provano ma non ci riescono e non riescono manco a sopperire la mancanza di pathos e tensione dell'intera produzione.

Veniamo alla vera nota dolente.
I protagonisti.
Evidentemente fan del film di Coppola (bello, per carità, uno dei miei preferiti, ma avete mai sentito parlare di originalità?), il regista ha deciso che anche in questo caso il nostro povero Conte sarebbe stato più drammaticamente drammatico se l'anima della sua povera e torturata moglie,  nonché le sue sembianze, fossero rinate in una donna (dai, chiamiamola donna) del diciannovesimo secolo. Quindi ecco di nuovo Mina fotocopia di Ilona (sì, la moglie, per la quale un nome del genere non era evidentemente castigo sufficiente, ci voleva un rogo).

Sprizzo unico di originalità è affidato al motivo della vampirizzazione di Dracula: in due parole, l'hanno fregato gli inglesi. Quindi lui torna per vendicarsi.
E chi gli permette di tornare? Reggetevi forte: Van Helsing. Che ha un conto in sospeso con gli stessi suoi inglesi. A lui hanno solo bruciato casa,  moglie e figli, senza vampirizzarlo. Che cu*o.

In tutto ciò, Harker è un giornalista spiantato di belle speranze (tutte completamente infrante, perché in realtà è un idiota patentato) che viene assunto da Dracula per pietà, nonché per tenersi vicina Mina.
E qui arriviamo al fior fiore della serie: invece che una semplice maestra (forse unico ruolo lavorativo permesso a una donna a quel tempo), è la più geniale promessa della medicina moderna, allieva di un certo Van. Come no.

Una delle cose più esilaranti sono i cattivi della situazione: non i vampiri, no, troppo facile. Un gruppo scoordinato e totalmente nonsense che si fa chiamare Ordine del Drago e che in teoria i vampiri dovrebbe ammazzarli. Il capo di questo gruppo è quello che ha bruciato casa e famiglia a Van Helsing e il vice è una donna che finisce a letto con Dracula in meno di 30 secondi dalla presentazione -.-
Ve l'ho già detto che per indebolire l'Ordine del Drago che si regge sul petrolio, Dracula decide di portare a Londra la LUCE (elettrica)? Sento ridere, ma vi giuro che è così.

L'unico personaggio veramente figo è Renfield, che ovviamente è il primo a schiattare. Ma porc.........!!!

Ah, dimenticavo: la serie non finisce perché è stata cancellata dopo la prima stagione.
Viene da chiedersi COME MAI.

Anarchic Rain

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