domenica 15 febbraio 2015

L'amante di Marguerite Duras

Dite che mi sto fissando con i libri piccoli? Vabbè, è un caso.
E questo non è un libro piccolo. E' un libro microscopico. Ma ci si potrebbe scrivere un poema.

Innanzitutto, chiariamo una cosa che non è sempre compresa al volo da chi lo legge: è davvero autobiografico. La ragazzina francese che va al collegio indocinese di Sadec è davvero lei ed è accaduto davvero che conoscesse un giovane ricco cinese e se ne innamorasse.

Il libro è scritto in modo molto particolare.
Non è una storia che ha un continuum. Non è ordinata.
Proprio come la nostra mente non lo è: i ricordi non hanno una consecutio temporum, arrivano e se ne vanno più confusi di una marea e bisogna essere veloci a catturarli sulla carta.
Questa donna straordinaria lo fa, regalandoci scorci di Indocina, di rapporti familiari frastagliati e molto altro ancora.
L'Indocina ci appare calda, umida, tranquilla e gialla, il colore del fiume Mekong e dell'aria stessa intorno alle risaie. Un posto affascinante, misterioso, con le sue credenze e le sue pettegole (quale luogo non ne ha?).
La ragazzina, che rimane senza nome fino alla fine, vive una vita che all'inizio è divisa solo tra casa e collegio. A casa, la sua famiglia è composta da madre (totalmente incapace di badare ai figli), un fratello maggiore (terribile, violento e forse anche qualcosa in più) e uno minore (totalmente succube di madre e altro fratello, ma molto amato dalla protagonista). In collegio, lei non stringe amicizia con nessuno, tranne che con una ragazza più o meno della sua età, bellissima e molto provocante, con cui probabilmente ha anche esperienze saffiche.
Questa sua monotonia è interrotta un giorno, mentre da casa torna in collegio, quando incontra sul traghetto un uomo. Ricco. Cinese. Ed è subito attrazione da ambo le parti.
La storia, come ho detto, non è lineare come la sto raccontando, ma è un continuo affascinante flashback /flashforward nei suoi ricordi più intimi. Le sue parole, avendo anche il pregio della verità, ti trascinano volente o nolente nella sua vita, ti raccontano tutto, il dettaglio, anche quello che non vuoi sentire, ma devi farlo, non è possibile fingere di non ascoltare.
E la cosa strana, forse è capitata solo a me, non so, è che a un certo punto noi facciamo il tifo per questi due assurdi tipi che non avrebbero mai dovuto conoscersi e invece si sono anche amati. Insomma, lui aveva ventinove anni e lei quindici, porca miseria, se non è stupro questo! E invece no.
Non bisogna chiudere la mente e fare i bigotti-per-sentito-dire, bisogna capire bene,
All'inizio, forse, è lui che la avvicina (con una scusa alquanto sciocca, diciamocelo), ma è lei a far arrivare il rapporto a certe dimensioni. E se dapprima il suo movente è sicuramente il denaro (parecchio) di lui, poi non riesce ad impedirsi di amarlo. Aveva quindici anni e potreste obiettare che era troppo giovane per amare ma, cari miei, se non era giovane per andare a letto con uno per denaro (nessuno l'ha costretta, né lui né la sua famiglia), allora secondo me era abbastanza grande da capire le implicazioni di tutto questo e da innamorarsi.
Il libro si chiude con una scena bellissima, non so se questa sia vera o magari un po' romanzata, ma è la scena che ogni volta mi fa venire i brividi (persino quando la vedo nel film, che tra parentesi è uno dei migliori adattamenti di un libro che esistono, tanto di cappello ad Annaud che ha saputo catturarne l'anima): lei ormai è in Francia, è sposata e non l'ha più visto da allora, ma riceve una sua telefonata. E alla fine di questa, lui non può più trattenersi:

"Le aveva detto che era come prima, che l'amava ancora, che non avrebbe mai potuto smettere di amarla, che l'avrebbe amata fino alla morte".

Da come la storia ci viene raccontata, tra i due c'era sicuramente una disparità in molti campi: lei era povera, lui ricco; lei era forte, lui debole; lei era indipendente, lui attaccato ai pantaloni del padre.
Una coppia squilibrata, non soltanto dal punto di vista dell'età.
Però, anche se non l'hanno vissuto fino alla fine, direi che siamo di fronte ad un grande amore e, di fronte ad un grande amore non vissuto, non posso fare altro che sbrilluccicare (si, sono sadica, lo so).

Anarchic Rain

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